| Una bottiglia di vino
può costare meno di un grappolo d’uva?
“Informare
correttamente i
consumatori significa, innanzi tutto, fargli capire che i prezzi
dipendono
dalla qualità, ma anche da molti altri fattori. I costi
della raccolta dell’uva
in Valtellina sono diversi da quelli della Puglia. E poi
c’è qualità e qualità:
bassa, media, alta. Un altro fattore è il tipo di
lavorazione e il tempo di
invecchiamento: uno spumante, tenuto per 4/5 anni in cantina a
fermentare sui
lieviti, non può avere lo stesso prezzo di un frizzantino
novello. Nella
formazione del prezzo, quindi, dobbiamo valutare la qualità
del prodotto, prima
di tutto, e poi stabilire una buona trattativa con il produttore e,
alla fina,
fissare un giusto ricarico che copra le spese di
distribuzione….”
“Ritengo
che ci sia una notevole diversità fra
mettere il vino nel legno o il legno nel vino. Mi piacerebbe che il
consumatore
sapesse come è stato fatto il vino che beve: se è
stato messo in botti di
rovere o se ha subito un altro tipo di lavorazione. So bene che in
molti Paesi,
come in Australia o negli USA, l’uso dei trucioli di legno
nel vino è pratica
corrente, e rispetto queste logiche di produzione. Ma trovo giusto,
ripeto, che
il consumatore sia informato sul fatto che il vino invecchiato in
barrique
“deve” avere un prezzo diverso
dall’altro”…”
E’
con questa filosofia che
ALBERTO BAJETTA dell’ALSER di Peschiera Borromeo, ha condotto
le serate di
degustazione guidate su impronta regionale, organizzate da Pop-Bar
Internet
Caffè.
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2007
2008
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